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Still da “OUTSIDE”, Inbal Pinto — Etgar Keret

Un interno monocromatico, come di un solo colore è il territorio che, scandito temporaneamente e temporalmente dai vari dpcm, è la zona in cui ci si può spostare. Ma non è rosso, né giallo né arancione il colore scelto per Outside, il video realizzato dall’estro creativo di due talenti internazionali come lo scrittore israeliano Etgar Keret e la danzatrice e coreografa Inbal Pinto. In questo caso c’è un più conciliante colore grigioverde che sembra essere passato con una unica pennellata dello stesso grado di pantone che ha coperto pareti, tavolo, mensole, calzini, libri.
Cerchi nello smartphone qualcosa che aiuti a raccapezzarti”*.
Una piccolissima prigione colorata che durante il loockdown stringe sempre di più.
Vecchi appuntamenti, chiamate perse, indirizzi promemoria”*. …


IL FUOCO DEL FORNELLO

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Nacionalismo doméstico, 2003, un’opera del progetto “Nazionalismo domestico” dell’artista madrileno Mateo Maté, in mostra a La Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma fino all’08 -02 -2021.

Gli alunni felici, i genitori in suv degli alunni felici, i parcheggi dei suv in doppia fila sulla piccola curva del quartiere pinciano che lambisce il rione Ludovisi, una salita dolce che porta (anche) all’ufficio adozioni internazionali, per bambini che si spera diventeranno poi anch’essi alunni felici. …


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Emmanuel Taku, Brothers In Red, 127 cm x 200 cm, Noldor Artist Residency, 2020. Quest’opera ricorda, per il colore rosso e l’importanza dei tessuti, “The initiates” , un’opera di altra artista africana, Fatou Kandè Senghor.

Negli stessi giorni in cui nell’Africa meridionale viene eletto Hitler, in Africa subsahariana inaugura una mostra di arte contemporanea in uno studio ricavato da un magazzino.
Il 3 dicembre 2020 Adolf Hitler Uunona, 54 anni, è stato eletto consigliere distrettuale di Ompundja, nella regione di Oshana in Namibia: con l’omonimo tedesco soltanto il nome in comune. Il giorno seguente, 4 dicembre, ad Accra, in Ghana vengono esposte dieci opere dell’artista Emmanuel Taku, un emergente che ha preso parte alla prima residenza indipendente del Ghana, il Noldor Artist Residency, programma annuale di quattro settimane.
Tra i due suddetti fatti, dell’Africa nord e sud, nessun legame, ma entrambi ci dicono che l’Africa va avanti.
Nella mostra che inaugura in Ghana, dove attualmente non ci sono restrizioni pandemiche se non il consiglio di usare la mascherina, si può vedere una selezione di opere prodotte nel periodo di residenza, realizzate con una varietà di materiali che vanno dall’acrilico ai tessuti e ai giornali che Taku applica su tela, fibra di vetro, rete in fibra o compensato. L’esposizione, con il titolo “Temple of Blackness — It Takes Two”, è nello spazio dello studio-magazzino di Noldor, dal 4 dicembre 2020 al 17 gennaio 2021. La residenza è stata inventata dallo specialista di arte africana contemporanea, imprenditore sociale e filantropo Joseph Awuah-Darko. Noldor si sviluppa in due fasi distinte. Per le prime tre settimane, l’artista risiede e crea in uno studio di grandi dimensioni situato nel quartiere “balneare” di Accra, mentre gli ultimi sette giorni della residenza vengono trascorsi in uno spazio appartato alla periferia della stessa città, in una sorta di ritiro con una guida personale, professionale e creativa. Attraverso il suo formato non convenzionale, Noldor promuove un approccio olistico alla creazione, in cui la salute psico-emotiva è parte importante del percorso creativo dell’ artista. Dopo l’esposizione africana sono previste anche partnership con gallerie internazionali per promuovere il lavoro dell’artista in residenza in musei e gallerie d’arte. Le finalità sono molteplici: rafforzare il collezionismo locale (che è comunque in crescita) ma riaffermare anche il proprio ruolo educativo, offrendo opportunità di apprendimento sia per i partecipanti che per il pubblico locale, con attenzione alla parte psicologica e sociale delle persone. Tutto è stato fortemente voluto dal fondatore della residenza, Joseph Awuah-Darko (nato a Londra) che, oltre ad essere un conoscitore, collezionista e commerciante d’arte contemporanea africana, ha costantemente guardato alla sua educazione ghanese e ai lunghi viaggi per coltivare i legami tra una scena artistica europea consolidata e le industrie culturali emergenti dell’Africa. Con l’esperienza presso la galleria d’arte moderna e contemporanea africana Sulger-Buel a Londra, Awuah-Darko ha coltivato attivamente la sua comprensione delle dinamiche del mercato dell’arte globale, cercando in tal modo di applicarle e adattarle alle sue radici africane. …


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HYURO (1974–2020) “ El Derrumbe “ ( The Collapse ) 2019 50x35cm. sketches x possible canvases

Una rosa è una rosa è una rosa, scriveva Stein. Il naso di un vecchio, invece, può essere disgustoso o no, a seconda di chi, di come e di quando lo guarda.

“Un sorprendente, stupefacente nasone bitorzoluto, grinzoso come una mela cotogna e gibboso come una patata in germinazione. Tale deformità, tuttavia, non è repellente, né menoma la dignità di quel volto”.

Chi. Bernard Berenson.
Come. Come guarda un critico d’arte, appunto Berenson.
Quando. Metà del secolo scorso; Berenson nacque negli Stati Uniti a fine Ottocento e morì in Toscana nel 1959. Berenson usava le suddette parole per descrivere un dipinto. Si trattava di una tempera su tavola di 62 centimetri per 46, realizzata da uno dei più grandi artisti rinascimentali, Domenico Ghirlandaio, databile al 1490 circa e conservato a Parigi, nel Museo del Louvre: “Ritratto di vecchio con nipote”. …


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Galleria Borghese, Roma. Photo Courtesy: Fabio Gasparri. Galleria Borghese: 572.976 visitatori nel 2019

Novembre e dicembre, così come gennaio e febbraio sono i mesi dell’anno in cui i musei hanno meno visitatori, con cifre inferiori al milione.
Per la precisione è 959.725 il numero delle persone, totale tra paganti e non paganti, che sono entrate nei musei italiani a novembre dello scorso anno. Il dato è rilevato dall’ufficio di statistica della direzione generale bilancio del Ministero per i Beni e le attività culturali per il turismo. Si tratta di una rilevazione annuale su Musei, Monumenti ed Aree Archeologiche Statali in cui si nota anche che il mese con picco massimo di visitatori è raggiunto ad aprile, con 1616732 visitatori. Così come nel 2019, la stessa flessione negativa c’è nel novembre 2017 (813.601 contro i 1657 ad aprile) e nello stesso mese del 2018 (941.425 …


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MINOSHI GARDEN BY STUDIO OI, SPAZIO TENOHA

L’impressionismo è stato un movimento artistico nato e cresciuto in Francia, a fine Ottocento ma i grandi Manet, Monet, Degas, Renoir scambiarono le loro conoscenze non soltanto tra loro, inclusero altri artisti curiosi e viaggiatori, compresi isolani di altri Paesi. Così divenne impressionista anche il danese Kroyer (1851–1909). Il suo dipinto più celebre è Sera d’estate sulla spiaggia di Skagen, un pezzo della serie di opere realizzate nell’isola danese di Skagen, che divenne sede del circolo artistico omonimo.
I toni e le atmosfere di quella spiaggia bagnata dall’oceano, messi su tela da Kroyer, sono stati d’ispirazione per la stilista danese Cecilie Bahnsen per la sua collezione primavera estate 2021: centrale nella scelta dei colori per gli abiti, il tema della luce. …


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Hernan Bas, Perrotin gallery, folding-screen from “Dreams in Bloom” 2020

Olio su tela? No, olio su tavola di paravento, come si può ammirare tra i lavori dell’artista statunitense Hernan Bas.
I suoi paravento dipinti colorati, narrativi, dettagliati come storyboard di vicende personali, si vedono già da anni nelle più importanti fiere di arte contemporanea internazionali, e negli spazi di gallerie come la francese Perrotin, che ha incluso un suo pezzo nella recente mostra Dreams in Bloom.
Torna a farsi vedere il paravento, non da intendersi come furbastro comune dei giorni nostri e di quelli passati “che si fa connivente nei confronti di comportamenti poco ortodossi”, ma come pezzo di arredo apparentemente antico: paravento in Italia, separé in Francia, folding screens in terre anglofoni. …


THEN TAKE THIS CUP OF KINDNESS

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Antonio Gramsci, particolare

Vicino alla piramide c’è un cimitero. La piramide è quella Cestia di Roma, quartiere Ostiense, il cimitero è quello acattolico della stessa città, dove sono stati sepolti diversi letterati, artisti, scultori la cui fama ha avuto durata più lunga della loro vita terrena. Il posto quindi, oltre ad accogliere defunti protestanti più o meno illustri, sin dal diciottesimo secolo ha incontrato l’arte; un rapporto che continua: il 17 settembre al suo interno inaugura una mostra, come del resto succede da anni lì, con progetti espositivi studiati, non casuali ma tutti cosiddetti site specific, ossia appunto realizzati proprio per quel luogo preciso. In questo caso l’artista contemporanea Cosetta Mastrantonio ha scelto di partire dalla letteratura, realizzando opere ispirate a sei scrittori/autori che non sono stati sepolti in spazi consacrati. Sono Dario Bellezza, Carlo Emilio Gadda, Amelia Rosselli, Luce d’Eramo, Antonio Gramsci, Andrea Camilleri. …


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Santa Giuseppina Bakhita, Venezia (agosto 2020) Photo MP

Cento e più tatuaggi, ma non old school né tribali nell’accezione moderna.
Tatuaggi per definire la firma, per marchiarne la proprietà, per riconoscere all’infinito: i cento e più tatuaggi di Giuseppina, arrivata nel secolo scorso dal Sudan nella provincia vicentina. Giuseppina è sorridente e porge il suo sguardo fiero dalla foto gigante che si svela ai devoti e ai passanti che si affacciano in una porta vetrata del sestiere Dorsoduro, a Venezia.
Giuseppina non voleva più tornare in Africa per ricominciare una vita da schiava: ora è libera e lo è grazie al suo incontro con un diplomatico italiano che prese a lavorarla con sé. Lui l’ha portata via dalla sua terra natìa, che la richiese indietro come schiava a più riprese.
Ora non solo è libera ma è anche una santa: Santa Giuseppina Bakhita (Sudan,1869 — Schio, 8 febbraio 1947). …


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Bianco Sunnei, SS20 Show. Ph Instagram Sunnei

“Ognuno al bordo del proprio territorio guarda e può imparare dal territorio dell’altro solo se conserva i fondamenti della propria identità” scriveva nel 2011 l’architetto Vittorio Gregotti a pagina 48 del libro “L’architettura di Cèzanne” (Skira) in cui si parla di luoghi, geologie, messa in discussione di pratiche e riferimenti alle arti.

“Un conflitto sociale sui generis, lungi dall’esprimersi alla vecchia maniera negli scioperi, nei cortei o nei grandi comizi politici, si manifesta nell’occupazione selvaggia degli spazi pubblici, nel raid violento, nel vandalismo ai danni delle scuole, della segnaletica stradale o dei mezzi di trasporto” scriveva un editorialista sul Corriere della Sera il 28 luglio 2020, a proposito di disagio, disuguaglianze, aggiungendo anche che: “così non meraviglia che tra i vari scopi a cui destinare la pioggia di soldi che dovrebbe arrivarci da Bruxelles, il risanamento delle periferie è virtualmente scomparso”. …

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Valentina Bernabei

Critical view 🔎♓ (chi pesci prende) bernabei.vale@gmail.com

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